Dopo di Bonestell,
molti altri artisti seguirono il suo esempio
e, soprattutto negli USA, l'industria cinematografica
(in particolare quella di fantascienza) scoprì
di aver bisogno di giovani talenti per continuare
ad evolversi. Nella cultura artistica europea,
in particolare quella italiana, è ancora
difficile "classificare" come arte
quello che il più delle volte può
apparire come una (per ben che sia fatta)
semplice illustrazione. La nostra concezione
di arte è diversa, e il nostro "background"
culturale non aiuta di certo a comprendere
la Space Art.
Per capire bene
questa corrente artistica è quindi
necessario un minimo di analisi della cultura
pionieristica d'oltre Atlantico. Nel 1800,
gli artisti accompagnavano spesso gli esploratori.
Nelle spedizioni che partivano verso nuove
frontiere verso le terre del nord-ovest e
del sud America, erano presenti anche bravi
pittori. Essi dipingevano i nuovi paesaggi,
quali gli Icebergs del mar glaciale artico,
le aurore polari, o i vulcani nel sud del
continente. A volte, erano gli stessi artisti
che finanziavano nuove spedizioni, ma le "new
frontiers" andavano via via esaurendosi
e da dipingere rimaneva ben poco. Nel secolo
successivo gli Stati Uniti aprirono la strada
verso una nuova e inesauribile frontiera che
ancora oggi resta senza limiti: lo Spazio.
Decine di pittori, oltre a Bonestell ne rimasero
affascinati e diventarono così, con
lo stesso spirito dei loro predecessori, i
nuovi "artists- pionieers".
Ma anche in Australia
e in parte dell'Europa la Spaceart inizia
a prendere piede. Vent'anni fa, nel 1981,
alcuni di questi artisti, fondano la International
Association of Astronomical Artists. La IAAA
è ufficialmente riconosciuta e sponsorizzata
dalla Planetary Society. Della IAAA fanno
parte pittori, illustratori, appassionati
e chiunque fa attività inerente alla
rappresentazione dello spazio.
Don Dixon, Joe Tucciarone, Michael Carroll
, Kim Poor
Questi e tanti altri si riuniscono diverse
volte in quelli che loro chiamano "Workshop",
dove si mettono a confronto, si scambiano
esperienze e opinioni. Spesso, questi "Workshop"
si organizzano in posti particolarmente suggestivi,
come le Canarie, Mt. St. Helen, Islanda, American
Canyonlands etc etc. Molti di loro, sono chiamati
dall'industria cinematografica, per preparare
le illustrazioni dei film di fantascienza.
Ron Miller (anche biografo di Bonestell) ha
disegnato gli sfondi di Marte nel film "Total
Recall" (Atto di Forza - con A. Schwarzenegger)
e le navicelle spaziali del film "Dune".
La IAAA, alla sua nascita contava più
o meno una ventina di artisti; oggi sono più
di 120, appartenenti a 20 paesi del mondo.
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