ITALO RODOMONTI...

 

Ma facciamo un piccolo passo indietro, nella prima metà del secolo scorso.
A San Francisco, un ragazzo giovane, Chesley Bonestell mostrava grande interesse sia per l'arte che per l'astronomia. A 17 anni, rimase entusiasmato da quel che osservò in un rifrattore da 36 pollici. Subito dopo questa esperienza disegnò Saturno così come l'osservò col telescopio. Chesley, in età adulta, lavorò poi come disegnatore presso un famoso architetto d'avanguardia negli Usa, dove conseguì grandi successi nell'ambito del suo lavoro. Gli vennero affidati importanti incarichi, ma lui non abbandonò mai la sua passione: dipingere paesaggi lunari o di qualche pianeta immaginario.

Successivamente, Chesley si dedicò alla scenografia cinematografica, soprattutto fantascientifica. Il primo film al quale collaborò fu "Quarto potere", di Orson Welles. Possiamo citare poi "Uomini sulla Luna" e "La guerra dei mondi". Bonestell acquisì una grande esperienza e l'illustrazione astronomica divenne il grande amore della sua vita. Scrisse diversi trattati e iniziò collaborare con divulgatori e scienziati illustrando le loro scoperte e teorie sulle riviste scientifiche. Nei suoi lavori comparvero i primi veicoli spaziali. Nel novembre del 1948, sulla copertina di "Scientific American", appare una sua illustrazione raffigurante il sole visto da Mercurio.

Nacque così la Space Art. Negli anni 50 lo "spazio" andava di moda. Chesley continuava a collezionare successi con le sue rappresentazioni dello sviluppo tecnologico e della corsa alla conquista dello spazio. Seguì attivamente i primi approcci al volo spaziale: il lancio di Sputnik 1, nel '57 e solo un anno più tardi il debutto del primo veicolo spaziale degli Usa, Explorer 1. Ora la sua fantasia è diventata realtà. Già in età avanzata, nel 1969, assisteva alla missione Apollo che portò Armstrong, Aldrin e Collins alla conquista del nostro satellite. Qui una piccola delusione per lui: aveva sempre rappresentato la Luna con paesaggi drammatici e accidentati, mentre le foto provenienti della missione Apollo gli mostrarono un paesaggio più dolce e lineare. Bonestell lavorò fino agli ultimi giorni della sua lunga vita. Ci lasciò nel 1986, ma la scienza riconosce oggi l'importanza della sua opera: l'asteroide 3129 porta per sempre il suo nome.

Space Art

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